Scialpinismo nelle Orobie


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Itinerario 14  -  GIRO DELLA CORNA PIANA

Località di partenza: Valcanale, m 990  circa
Dislivello: 1140 + 120 + 50 m  circa
Tempo di percorrenza:  6 - 7  ore
Esposizione: varie
Periodo: Gennaio - Marzo

Il giro della Corna Piana è forse l'itinerario scialpinistico più bello tra quelli da me conosciuti nelle Orobie. Il susseguirsi di meravigliosi panorami, la varietà delle zone attraversate, l'alternanza di tre salite (ebbene sì, bisogna rimettere le pelli due volte) e di tre discese lo rende estremamente interessante. La discesa del Vallone del Mandrone e quella finale sulle piste abbandonate di Valcanale sono di solito molto appaganti.  La gita, pur essendo lunga e fisicamente impegnativa, non presenta difficoltà alpinistiche eccessive ed è molto frequentata. Essa va comunque affrontata con neve sicura e con buone condizioni di visibilità. Il periodo migliore per effettuare questo itinerario va da metà febbraio a metà marzo. 

Vedi altre foto dell'itinerario

Foto 1 (marzo 1998) - Abbandonata la pista si sale verso il Passo di Corna Piana.

Percorrere la Valle Seriana in direzione Valbondione. Superato il paese di Ardesio prendere a sinistra il bivio per Valcanale (metri 987). La zona rimane nei mesi invernali a lungo in ombra, tanto che, poco prima del paese sulla sinistra, si trova il nevaio posto a quota più bassa di tutte le Orobie. Oltrepassare l'abitato e parcheggiare al termine della strada asfaltata. A seconda dell'innevamento è possibile a volte continuare in auto per qualche centinaio di metri, seguendo la strada che porta alla partenza degli impianti sciistici, da qualche anno non più funzionanti.

Seguire la strada sino ad arrivare ad un ponticello in corrispondenza del quale, sulla destra, inizia il sentiero (Sentiero delle Orobie) che porta al Rifugio Alpe Corte. Oltrepassare il ponticello e, seguendo sempre la carrozzabile, raggiungere in breve la partenza di una seggiovia (metri 1200 circa). Risalire la pista di discesa sino ad incontrare, a quota 1600 metri circa, la valle che scende dal Passo di Corna Piana. Volendo accorciare un po' la salita è possibile, subito dopo la stazione di partenza della seggiovia, prendere a destra una stretta valle che porta più rapidamente in quota. Abbandonare la pista e puntare in direzione ovest verso il Passo. Al primo tratto abbastanza ripido, con neve a volte un po' difficile, segue una conca più pianeggiante ed infine un ripido pendio finale che si risale sulla destra sino a giungere, con un'ultima diagonale verso sinistra, al Passo (metri 2130). Dal Passo è possibile raggiungere la vetta della Corna Piana (metri 2302) o anche la cima del Pizzo Arera (metri 2512).

Foto 2 (marzo 1998) - La Baita del Neel (metri 1613)

Dal Passo scendere in direzione ovest lungo il Vallone del Mandrone, verso la Casera di Vedro (metri 1674) che si raggiunge dopo circa 450 m di entusiasmante discesa. Dalla Casera, rimesse le pelli, prendere in direzione nord, guadagnare un centinaio di metri di quota e poi piegare a destra (est) in direzione del  Passo del Branchino (metri 1821), che si raggiunge dopo aver aggirato un piccolo avvallamento. Oltrepassare il Lago del Branchino (metri 1784) mantenendosi, con attenzione, sulla sinistra (zona di distacco slavine).

Scendere ora in direzione nord - est, sino a raggiungere, a quota 1613 metri, la Baita del Neel. Questo tratto di percorso, a causa dell'esposizione, è quello dove la neve è solitamente in condizioni peggiori. Dalla Baita piegare a destra (direzione sud), raggiungere una piccola radura pianeggiante, ed individuare le tracce di un sentiero che, mantenendosi sostanzialmente sui 1600 metri di quota circa, riporta, in direzione est, alla zona delle piste di discesa. Prestare attenzione, nel tratto iniziale del sentiero, all'attraversamento di un paio di canalini, a volte ghiacciati, che si affrontano in leggera discesa. Giunti ormai in vista delle piste, si può scegliere di percorrere l'ultimo tratto mantenendosi in quota oppure perdere ancora qualche decina di metri e risalire un tratto di pista. In entrambe i casi si perviene ad un colletto (arrivo di un vecchio impianto) dal quale si raggiunge brevemente la Baita di Piazza alta (metri 1650).

Dalla baita, tolte per l'ultima volta le pelli, si raggiunge la pista già percorsa in salita e si ritorna a valle.

Foto 3 (febbraio 1999) - Il tratto finale del sentiero che riporta alla zona delle piste. Si intravede l'arrivo del vecchio impianto superato il quale si giunge alla Baita di Piazza alta.

L'itinerario può ovviamente essere percorso  anche in senso inverso, risultando però, a mio parere, meno interessante. In questo caso, anziché risalire le piste, potrebbe essere conveniente percorrere il sentiero che porta al Rifugio Alpe Corte (metri 1410) e prendere poi in direzione del Passo del Branchino.

 

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