Scialpinismo nelle Orobie

 

 

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Traforo Valle Brembana - Valtellina, code, varianti...alcuni pensieri sulla viabilità in Valle

Nell'annuario del CAI dell'Alta Valle Brembana 2003, è pubblicato un articolo dal titolo "Tunnel tra la Val Brembana e la Valtellina: non è più un sogno". L'argomento non è propriamente scialpinistico, se non per il fatto che un collegamento percorribile nella stagione invernale con la Valtellina renderebbe forse più comodo effettuare gite nella zona per molti appassionati bergamaschi. Ma tant'è, in piena estate gli argomenti sciistici scarseggiano e allora prendo lo spunto per qualche considerazione più generale sulla viabilità in Valle Brembana.

Il primo pensiero che "sorge spontaneo" nella mente di chi fa da 30 anni il pendolare in Valle Brembana (ovvero nella mia mente) è:

Tenendo conto dei quotidiani ingorghi che ci sono a valle di San Pellegrino, in qualsiasi stagione, nei giorni festivi e feriali, quale utilità potrebbe avere un collegamento con la Valtellina? Per fini turistici?…...non ne vedo la necessità. Nella stagione invernale molti sciatori bergamaschi andrebbero direttamente a sciare a Bormio penalizzando, se mai ce ne fosse bisogno, le già malmesse stazioni bergamasche; nella stagione estiva le code domenicali paralizzano già ora la viabilità. Non mi risulta che al di là delle Orobie ci siano metropoli densamente popolate con relativo serbatoio di potenziali turisti. Traffico commerciale o comunque lavorativo?….anche qui non vedo grosse possibilità di sviluppo. L'unico effetto sarebbe quello di un aumento di traffico di passaggio, con limitati benefici economici per la Valle ed un ulteriore appesantimento del traffico, soprattutto festivo e del relativo inquinamento.

L'articolo riconosce che le priorità viabilistiche della Valle sono altre. Se qualcuno avesse per caso dubbi a riguardo, mi sbilancio in una breve, del tutto personale e probabilmente lacunosa storia del recente passato e del presente della ormai ex Statale 470 della Val Brembana.

I miei primi ricordi di studente vanno alla metà degli anni 70 ed alla costruzione del viadotto di Sedrina. L'opera è stata molto criticata dal punto di vista ambientale, ma perlomeno ha l'innegabile vantaggio di essere utile. Terminato il viadotto la 470 rimase pressoché dimenticata per anni, in condizioni di manutenzione sempre peggiori, fino al 1987, anno della famosa alluvione. I grossi danni provocati in più punti dall'esondazione del fiume Brembo resero necessarie alcune opere urgenti che, se ben ricordo, vennero definite "di somma urgenza". Furono così rifatti alcuni tratti di strada e costruite 5 gallerie tra Piazza Brembana e San Pellegrino Terme. Fin qui tutto bene, o quasi, perché nel frattempo il traffico turistico e pendolare aumentava e le opere più importanti per la viabilità della valle, che mi permetto di elencare in ordine di importanza:

  1. Variante di Zogno

  2. Raddoppio della Villa d'Almè - Dalmine e collegamento con l'Autostrada A4

  3. Variante di San Pellegrino

rimanevano nel libro dei sogni.

Si decise per la costruzione della variante di Lenna, della quale francamente in pochi sentivano la necessità. Anzi, ricordo le polemiche da parti di alcuni imprenditori della Val Fonda che si sentivano discriminati dal percorso della galleria. Tra un rinvio e l'altro l'opera venne completata. La statale divenne scorrevolissima da Piazza Brembana a San Pellegrino, peccato che il traffico cominci proprio lì.

Siamo ormai ai giorni nostri. Dopo 10 anni di lavori viene aperta la variante di San Pellegrino ed il paese sembra respirare. Nel frattempo i pendolari scoprono che, in termini di tempo di percorrenza, è più importante il ponticello che collega Ubiale - Clanezzo di una galleria costata qualche decina di miliardi. Nei primi mesi del 2004 la chiusura del suddetto ponte per lavori , provoca la paralisi mattutina della strada da Zogno a Villa d'Alme, una pioggia di lettere di protesta ai giornali e l'esaurimento nervoso (il mio compreso) di molti pendolari.

Le code domenicali non sono state eliminate, anzi molti automobilisti evitano di percorrere la galleria di San Pellegrino, riversandosi in paese e provocando non pochi problemi. Intanto pare che il progetto della variante di Zogno non va bene, è da rifare, i lavori sulla Villa - Dalmine non iniziano, nemmeno il tratto di asse interurbano verso Ponte San Pietro che potrebbe forse liberare un po' la Villa- Dalmine viene aperto, gli abitanti della cintura periferica di Bergamo sono sempre più incazzati con i pendolari furbastri che intasano le vie alternative e chiudono strade e vicoli ai "non residenti"......

Penso con sconforto ai 15 o forse più anni di code che mi attendono prima della pensione … penso che tutto sommato vivere in Valle ha i suoi vantaggi. Alzo gli occhi e vedo, tra le varie riviste di montagna "Scialpinismo in Valtellina" di Antonio Boscacci. Coraggio in settimana sarà sempre più dura ma se fanno il tunnel per la Valtellina, vuoi mettere il sabato che gite si potranno fare?

Ciao a tutti